I Trattati

Sala d'Arme Achille Marozzo

Istituto per lo Studio della Scherma Antica

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I Trattati

Fiore dei Liberi

Flos Duellatorum - Copia Collezione "Getty" 

TRASCRIZIONE della parte Testuale 

(Spada a due Mani)

22 RECTO

Noy semo doi guardie una sì fatta che l’altra, e una è contraria de l’altra. E zaschuna   altra guardia in l’arte una simile de l’altra si è contrario salvo le guardie che stano in punta zoé posta lunga e breve e meza porta di ferro che punta per punta la più lunga fa offesa inançi. E zò che pò fare una pò far l’altra. E zaschuna guardia pò fare volta stabile e meza volta. Volta stabile si è che stando fermo po’ zugar denunci e di dredo de una parte. Meza volta si è quando uno fa un passo inanzi o indredo e chossì po’ zugare de l’altra parte denanzi e di dredo. Tutta volta si è quando uno va intorno uno pe’ cum l’altro pe’ l’uno staga ferma e l’altro lo circondi. E perzò digo che la spada si ha tre movimenti zoé volta stabile, meza volta, e tutta volta. E queste guardie sono chiamate l’una e l’altra posta di donna. Anchora sono IV cose in l’arte zoé passare, tornare, acressere e discresse(re).

Noy semo Sey guardie, e una non è simile de l'altra. E io son la primera che digo mia rasone. De lanzar mia spada questa è mia condicione. Le altre guardie che d'mi sono dredo dirano le lor virtude come io credo

Io son bona guardia in arme e senza, e contra lanza e spada zitada fora di mano, che io le so rebattere e schivarle, però me tegno certo che non me pon far male.

 

22 VERSO

Io son guardia de trar una longa punta tanto che lo mio mantener di spada de longeza monta. E son bona d'andare contra uno che sia luy e mi armato, perché io habia curta punta denanzi io non sarò inaganato

Io son bona guardia contra spada azza e daga siando armado, perché io tegno la spada cum la man mancha al mezo. E llo faço per fare contra la daga che me pò fare de le altre arme pezo.

Guardia e posta di donna son chiamata perché cum queste altre prese de spada 'e son divisada, che una non è tal presa che l'altra, ben che questa che m'è contra mi pare la mia guardia se non fosse forma d'azza che la spada s'i intrada.

Questa spada si è spada e azza. E gli grandi pesi gli lizieri forte impaza. Questa anchora posta de donna la soprana, che cum le soi malicie le altre guardie spesso ingana, perché tu crederai che traga de colpo io trarò di punta. Io non ho altro a fare che levar gli brazzi sopra la testa. E posso buttar una punta che io l'ò presta.

 

23 RECTO

Noy semo fendenti e in l'arte façemo questione de fender gli denti e 'rivar alo zinochio cum rasone. E ogni guardia che si fa terrena, d'una guardia in l'altra andamo senza pena. E rompemo le guardie cum inzegno, e cum colpi fazemo de sangue segno. Noi fendenti dello ferir non avemo tardo, e tornamo in guardia di vargo in vargo.

Gli colpi sottani semo noi, e cominzamo a lo zinochio, e andamo per meza la fronte per lo camino che fano gli fendenti. E per tal modo che noi intramo??? per quello camino noy retornamo, overo che noi remanemo in posta longa.

Colpi mezani semo chiamadi perché noy andamo per mezi gli colpi soprani e sottani. E andamo cum lo dritto taglio de la parte dritta, e de la parte riversa andamo cum lo falso taglio. E lo nostro camino si è dello zinochio ala testa.

Noy semo le punte crudele e mortale. E lo nostro camino si è per mezo lo corpo cominzando a lo petenichio infin a la fronte. E semo punte d'V rasone, zoè doy soprane una d'una parte l'altra de l'altra. E doy de sotta similemente un d'una parte e l'altra de l'altra, e una di mezo che esse di meza porta di ferro overo di posta lunga e breve.

 

23 VERSO

Qui cominzano le guardie di spada a doy man e sono XII guardie. La prima si è tutta porta di ferro che sta in grande fortezza e si è bona di 'spetar ogn’arma manuale longa e curta e pur ch’el habia bona spada non una di troppa longheza. Ella passa cum coverta e va ale strette. Ela scambia le punte e le soy ella mette. Anchora rebatte le punte a terra e sempre va cum passo e de ogni colpo ella fa coverta. E chi in quella gli dà briga grande deffese fa senza fadiga. –porta di ferro pulsativa)-

Questa si è posta di donna che pò fare tutti gli setti colpi de la spada. E de tutti colpi ella se pò croverire. E rompe le altre guardie per grandi colpi che pò fare. E per scambiar una punta ella è sempre presta. Lo pe' ch’è denanci acresse fora di strada e quello di dredo passa ala traversa. E lo compagno fa remagner discoperto e quello pò ferir subito per c(er)to. –posta de donna destraza pulsativa -

Questa si è posta di finestra che di malizie e ingani sempre la è presta. E de covrir e de ferire ella è magistra. E cum tutte guardie ella fa questione e cum le soprane e cum le terrene. E d’una guardia a l’altra ella va spesso per inganar lo compagno. E a metter grande punte e saver romper e scambiare quelli zoghi ella pò ben fare. –posta de finestra instabile-

Questa si è posta di finestra dextra che de malicie e inganni sempre è presta. E de covrir e de ferire ella magistra. E cum tute guardie ella fa questione e cum le soprane e cum le terrene. E d’una guardia a l’altra ella va spesso per inganare lo compagno. E a metter grande punte e saverle romper e scambiare. Quelli zoghi ella pò bene fare.

 Questa si è posta di donna la senestra che di coverte e de feriri ella è sempre presta. Ella fa grandi colpi e rompe le punte e sbattele a terra. E intra in lo zogho stretto per lo suo saver traversare. Questi zogi tal guardia sa ben fare. –posta di donna la senestra pulsativa-

 

24 RECTO

Posta longa si è questa piena di falsità. Ella va tastando le guardie se lo compagno pò ingannare. Se ella pò ferir de punta la lo sa ben far e gli colpi la schiva e po' fieri s’ela lo pò fare più che le altre guardie le falsità sa usare. –posta longa instabile-

Questa è mezzana porta di ferro perché sta in mezzo è una forte guardia ma ella vole longa spada. Ella butta forte punte e rebatte per forza le spade in erto e torna cum lo fendente per la testa o per gli   brazzi e pur torna in sua guardia. Però ven chiamata porta perché la è forte ed è forte guardia che male se pò rompere senza periculo e venire ale strette.

Questa si è posta breve che vole longa spada et è maliciosa guarda che non à stabilità. Anche sempre si move e vede se pò entrar cum punta e cum passo contra lo compagno. E più è apropiada tal guardia in arme che senz’arme. –porta breve stabile-

Questa si è dente di zengiaro però che dello zengiaro prende lo modo di ferire. Ello tra' grandi punte per sotto man in fin al volto e no si move di passo e torna cum lo fendente zò per gli brazzi. E alchuna volta tra' la ponta al volto e va cum la punta erta, e in quello zitar di punta ello acresse lo pe' ch'è dinanzi subito e torna cum lo fendente per la testa e per gli brazzi e torna in sua guardia e subito zitta un’altra punta cum acresser di pe' e ben se defende delo zogo stretto. –dente di cenghiaro stabile-

 

24 VERSO

Questa si è posta di coda longa ch'è destesa in terra di dredo, ella pò metter punta e denanci pò covrir e ferire. E se ello passa inanci e tra' del fendente, in lo zogo stretto entra senza fallimento chè tal guardia è bona per aspettare che de quella in altre tosto pò intrare. – posta di choda longa stabile.-

Questa è posta di bicorno che stà cossì serada che sempre sta cum la punta per mezo de la strada. E quello che pò fare posta longa pò fare questa. E similemente dico de posta di fenestra e di posta frontale. – posta di bicorno instabile-

Questa si è posta frontale chiamada d’alchun magistro posta di corona che per incrosar ella è bona e per le punte ell’è ancora bona che se la punta glie ven tratta erta ella la incrosa passando fuora di strada. E se la punta è tratta bassa anchora passa fuor di strada rebatendo la punta a terra. Anchora pò far altramente, che in lo trar de la punta torna cum lo pe' indredo e vegna da fendente per la testa e per gli brazzi e vada in dente di cengiaro e subito butti una punta o doe cum acresser di pe' e torna di fendente in quella propria guardia. –posta frontale ditta corona instabile-

Questo si è dente di cengiaro lo mezano e perçò che sono doy denti di zengiaro l’uno tutto, l’altro si è mezo però è ditto mezo, perzò ch’ello sta in mezo de la persona e zò che pò fare lo ditto dente pò fare lo mezo dente. E per modo che fieri lo zengiaro a la traversa per tal modo se fa cum la spada che sempre fieri cum la spada ala traversa de la spada del compagno. E sempre butta punte e discrova lu compagno e sempre guastagli le mane e talvolta la testa e gli brazzi. –posta di dente de zenchiaro mezana stabile-

 

25 RECTO

Spada son contro ogni arma mortale, né lanza né azza né daga contra mi vale. Longa o curta me posso fare e me strengo e vegno allo zogho stretto, e vegno allo tor d’ spada e allo abrazare, mia arte si è rotare e ligadure so ben fare de coverte e ferire sempre in quelle voglio finire. Chi contra me farà ben lo farò languire. E son Reale e mantengo la justicia, la bontà acresco e destruzo la malizia. Chi me guarderà facendo in me crose, de fatto d’armizare gli farò fama e vose.

Qui cominza zogho di spada a doy man zogho largo. questo magistro ch’è qui incrosado cum questo zugadore in punta de spada dise: “quando io son incrosado in punta de spada subito io dò volta ala mia spada e sì lo fiero da l’altra parte cum lo fendente zò per la testa e per gli brazi, overo che gli metto una punta in lo volto, come vederi qui dredo depinto”

Io t’ò posta una punta in lo volto come lo magistro ch’è denanci dise. Anchora porìa aver fatto zò ch’ello dise zoè aver tratto de mia spada subito quando io era appresso lo incrosare della parte dritta: de l’altra parte zoè d’la stancha io debeva voltare la mia spada in lo fendente per la testa e per gli brazzi, como à ditto lo mio magistro ch’è denanzi.

 

25 VERSO

Anchora me incroso qui per zogho largo a meza spada. E subito che son incrosado, io lasso discorrere la mia spada sopra le soi mane, e se voglio passare cum lo pe’ dritto fuora de strada, io gli posso metter una punta in lo petto come qui dredo è depinto.

Lo zogho del mio magistro io l’ò complido, che io ò fatta la sua coverta e subito ò fatto lo suo ditto, che io ò ferido prima gli brazzi, e poi gli ò posta la punta in petto.

Il mio magistro ch’è denanzi m’à insegnado che quando a meza spada io son cum uno incrosado che subito mi debia acresser inanci e pigliar la sua spada a questo partido per ferirlo taglio o punta. Anchora gli posso guastar la gamba per lo modo che possi vedere qui depento a ferirlo cum lo pe’ sopra la schena de la gamba overo sotto lo zenochio.

Lo scholaro che m’è denanci dise del suo magistro e mio ch’ello gli ha insegnado questo zogho e per vizuda??? io lo fazo. A farlo senza dubio ello m’è pocho impazo.

 

26 RECTO

Questo zogho si è chiamado colpo di villano e s'fa in tal modo, zoè che si de’ aspettare lo villano che lo traga cum sua spada. E quello che lo colpo aspetta de’ stare in piccolo passo cum lo pe’ stancho denanzi. E subito che lo villano te tira per ferire acresse lo pe’ stancho fora de strada inverso la parte dritta. E cum lo dritto passa a la traversa fora de strada pigliando lo suo colpo a meza la tua spada. E lassa discorrer la sua spada a terra e subito respondegli cum lo fendente per la testa overo per gli brazi, overo cum la punta in lo petto come depinto. Anchora è questo zogho bon cum la spada contra la azza, contra un bastone grave o liziero.

Questo de mi denanci si è lo colpo del villano, che ben gli ò posta la punta in lo petto. E cusì gli posseva un colpo per la testa fare e per gli brazzi cum lo fendente come detto denanzi. Anchora se ‘l zogadore volesse contra de mi fare volendomi ferire cum lo riverso sotto gli miei brazzi, io subito acresco lo pe’ stancho e metto la mia spada sopra la sua e non mi po’ far niente.

Quando uno te tira per la gamba discresse lo pe’ ch’è denanzi o tu lo torna indredo e tira del fendente per sua testa come qui depento. Ben che cum spada de doy man non si de’ trare del zenochio in zù poi ch’è troppo pricolo a cholui che tira, ch’ello rimane tutto discoverto quello che tira per gamba. Salve che se uno fosse vig(n)udo in terra poriasi ben ferir la gamba che altramente no, stando spada contra spada.

Questo partido che io ti fiero cum lo pe’ in gli coglioni el fazo per farte doglia e per farte svariare la coverta che fazando questo zogho vol esser fatto subito, per non avere del contrario dubito. Lo contrario di questo zogho vol esser presto fatto zoè che lo zugador de’ pigliare per la gamba dritta lo scolaro cum sua mano stancha, e in terra lo pò buttare.

 

26 VERSO

Questo zogho si chiama scambiar de punta e se fa per tal modo zoè: quando uno te tra' una punta subito acresse lo tuo pe’ ch’è denanzi fora de strada e cum l’altro pe’ passa a la traversa anchora fora de strada traversando la sua spada cum   (cum) gli toi brazzi bassi e cum la punta de la tua spada erta in lo volto o in lo petto come depento.

De questo scambiar de punta che m’è denanzi, essi questo zogho, che subito che lo scolar che m’è denanzi non metesse la punta in lo volto del zugadore e lassasela sì che non la mettesse nè in lo volto né in lo petto, e perché fosse lo zugador armado, subito debia lo scolaro cum lo pe' stancho inanci passare e per questo modo lo debia pigliare. E la sua spada metter a bon ferire poy che lo zugador à presa sua spada e non pò fuzire.

Questa si è un'altra deffesa che se fa contra la punta zoè quando uno ti tra' una punta come t'ò detto in lo scambiar de punta in lo segondo zogo che m'è denanzi che se de' acresser e passare fora di strada. Chossì si die far in questo zogho salvo che lo scambiar de punta se va cum punta e cum gli brazzi bassi e cum la punta erta de la spada com’è detto denanzi. Ma questo se chiama rompere de punta che lo scolaro va cum gli brazzi erti e piglia lo fendente cum lo acresser e passare fora de strada e tra' per traverso la punta quasi a meza spada a rebaterla a terra. E subito vene a le strette.

Lo scolaro che m'è denanzi à rebatuda la spada del zugador a tera, e io complisco lo suo zogho per questo modo. Che rebatuda la sua spada a terra io gli metto cum forza lo mio pe' dritto sopra la sua spada. Overo che io la rompo, o la pigio per modo che più non la porà curare. E questo non me basta, che subito quando gl’o posto lo pe' sopra la spada, io lo fiero cum lo falso de la mia spada sotto la barba in lo collo. E subito torno cum lo fendente de la mia spada per gli brazzi o per le man come depento.

 

27 RECTO

Anchora questo zogho del romper di punta ch'è lo segondo zogho che m'è denanzi, ch'è quando io ò rebatuda la spada a terra subito io fiero cum lo pe' dritto sopra la sua spada. E in quello ferire io lo fiero in la testa come voy vedete.

Questo è anchora un altro zogho del romper de punta, che si lo zugadore in lo rompere ch’i ò rotta la sua punta. leva la sua spada a la coverta d'la mia subito io gli metto l’elzo de la mia spada dentro parte del suo brazo dritto apresso la sua mane dritta e subito piglio la mia spada cum la mia man mancha a presso la punta e fiero lo zugadore in la testa. E se io volesse metteriala al collo per segargli la canna de la gola.

Anchora quando io ò rebatuda la la punta o vero che sia incrosado cum uno zugadore gli metto la mia mane dredo al suo cubito dritto e penzolo forte per modo che io lo farò voltare e discoprire, e poy lo fiero in quello voltare che io gli faço fare.

Questo scolaro che m’è denanzi dise lo vero che per la volta ch’ello ti fa fare per questo modo dredo de ti la testa ti vegno a tagliare. Anchora inanzi che tu tornassi ala coverta io ti porìa fare in la schena cum la punta una piaga averta.

 

27 VERSO

Questo zogo si chiama punta falsa e punta curta, e sì dirò come la fazzo: io mostro di venire cum grande forza per ferire lo zugadore cum colpo mezano in la testa. E subito ch’ello fa la coverta io fiero la sua spada lizeramente. E subito volto la spada mia de l’altra parte pigliando la mia spada cum la mane mia mancha quasi al mezo. E la punta gli metto subita in la gola o in lo petto. Ed è migliore questo zogo in arme che senza.

Questo si è lo contrario del zogho che m’è denanzi, zoè de punta falsa overo di punta curta. E questo contrario si fa per tal modo: quando lo scolaro fiere in la mia spada, in la volta ch’ello dà a la sua spada subito io dò volta a la mia per quello modo che lui dà volta a la sua. Salvo che io passo a la traversa per trovar lo compagno più discoverto. E sì gli metto la punta in lo volto. E questo contrario è bono in arme e senza.

Qui finisse zogho largo de la spada a doy mani che sono zoghi uniti gli quali àno zoghi, zoè rimedi e contrari da parte dritta e de parte riversa e contrapunte e contratagli de zaschuna rasone cum roture coverte, ferire e ligadure che tutte queste chose lizerissimamente se ponno intendere.

Qui cominza zogho de spada a doy man zogo stretto in lo quale sarà d’ogni rasone coverte e feride e ligadure e dislegadure e prese e tore de spade e sbatter in terra per diversi modi. E sarano gli rimedi e gli contrari de zaschuna rasone che bisogna a offender e a defender.

 

28 RECTO

Noi stasemo qui incrosadi e di questo incrosar che noi faremo tutti gli zoghi che noy segueno fare gli possemo chosì uno di noi quale l’altro. E tutti gli zoghi seguiranno l’uno l’altro come denanzi è ditto.

Per lo incrosare ch’à fatto lo magistro cum lo pe’ dritto denanci io complisco lo primo zogho: zoè che io passo cum lo pe’ stancho e cum la mia mane stancha passo di sopra lo mio dritto brazzo e piglio el suo mantenere di sua spada in mezo le soe mane, zoè in mezo delo mantenere. E cum taglio e punta io lo posso ferire. E questa presa si pò fare a spada d’una e de doy mane. Da incrosare tanto di sopra quanto di sotta mane si pò far tal presa.

Questo è un altro zogho che vene del incrosar del mio magistro. E como ello è incrosado ello pò fare questo zogo e gl’altri che qui dredo segueno: zoè che lo zugadore pò pigliare a questo modo lo zugadore e ferirlo in lo volto cum lo pomo de la spada sua. Anchora pò ferirlo de fendente in la testa inanci ch’ello possa fare coverta presta.

Questo è un altro ferir d’pomo. E se pò far subito si lo volto à discoperto falo senza dubito. Che ello si po’ fare armado e disarmado. Quatro denti butta fuor di bocha a uno cum tal zogo sì ch’el l'à   provado. E la spada al collo se volesse te poria butare como fa dredo a mi quello scolare.

 

28 VERSO

Per lo zogho che m’è denanzi e como lo scolar à dito io t’ò posta la spada al collo e la gola te posso ben tagliare perché i’ sento che tu non hai punto de colare.

Quando io son incrosado io passo cum coverta e fiero in gli toy brazzi in questo partito. E questa punta ti metto in lo volto e si lo pe' stancho io acresco ‘trambe le brazze te ligarò. Overo che in altro zogho che m'è dredo ti piglirò, zoè che ti ligarò la spada e per l’elço la tignirò.

Questa presa che dise lo scolar che m’è denanzi quella ti fazo, ferir ti posso senza impazo. Ello elzo tegno di tua spada, de punte e tagli ti farò derada. E questo zogho rompe ogni tore di spada e lo zogho streto a farlo subito [a farlo subito] quello guasta.

Quando io son incrosado io vegno al zogho stretto. Ello elzo de la mia spada entra le toy mane metto. E levo le toy brazze cum la tua spada in erto. Ello mio brazo stancho buterò per sopra li toy a man riversa e fererò li toy brazi cum la tua spada sotto lo mio brazzo mancho. E de ferir non ti lassarò in fin che sarò stancho. Lo zogo che m’è dredo che fa lo scolaro, ello è mio zogo e quello te voglio fare.

 

29 RECTO

Del scolaro che m’è denanzi io complisco’l zogho e quello che luy di far à ditto io l’ò fatto. Le braze t’ò ligade in ligadura mezana. La tua spada è in prisone e non ti po ‘iutare. E cum la mia feride asay te posso fare. La mia spada ti posso metter al collo senza dubito. El zogo che m’è dredo te posso far subito

Del zogho che denanzi si fa questo zogho che quando lo scolaro à ben ferido lo zugadore tegnando gli brazzi cum la spada ben ligadi cum lo suo brazzo mancho la sua spada gli buta al collo e metilo in questo partito. Se io lo butto in terra lo zogho ò complito.

Se uno se covra de la parte riversa piglia la sua mane stancha cum la man stancha, cum tutto lu pomo de la sua spada e penzilo in dredo e cum punta e taglio ben lo po' ferire.

Se uno se covra de la parte dritta, piglia cum la tua mane stancha la sua spada per questo modo e fierilo di punta voy cum lo taglio. E se tu voy tu gli tagli cum la sua spada lo volto o voy lo collo per lo modo ch’è depinto. Anchora quando io t’ò ben ferido io posso abandonar la mia spada e pigliar la tua per lo modo che fa lo scolaro che m’è di dredo.

 

29 VERSO

Del zogho del scolaro che m’è denanzi si fazo questo zogho cum la sua spada gli taglio lo volto mandandolo in tera. Ben ti mostrarò che tal arte sia vera.

Questo zogho è tolto del zogho de la daga zoè del primo magistro rimedio che come ello mette la mane stancha sotto la daga per torgella di mane, per lo simile questo scolaro egli mette la mano stancha sotta la mane dritta del zugadore per trargli la spada di mano. Overo ch’ello metterà in ligadura mezana come lo secondo zogho ch'è dredo lo primo magistro rimedio di daga ch’è ditto denanzi. E quella ligadura si è di questo scolaro.

Io son lo contrario e sì fazo contra lo scolaro che m’è denanzi che vol far zoghi de daga zoè del primo magistro rimedio lo suo segondo zogho che gl’è dredo. Se cum tua spada remarà in piè quello non te credo.

Anchora son contrario de quello scolaro che vol fare zogi de daga zoè lo segondo zogho che m’è denanci di   quello scolaro fazo contra. Si io gli sego la gola pocho monta. E in terra lo posso buttare se voglio tosto lo posso fare.

 

30 RECTO

Se io incroso ale strette cum uno subito fazo questa presa perché né cum tor di spada né cum ligadure non mi faza offerta. Anchora lo posso ferire de punta e de taglio senza mio periculo.

Questo zogho se fa per tal modo zoè che uno vada cum lo colpo mezano contra lo mezano de parte riversa e subito vada cum coverta ale strette e butti la spada al collo del compagno come qui è depento. Buttar lo pò in terra senzo fallimento.

Questo è’l tor di spada lo sovrano cum lo mantenir de mia spada io penzo inanci e cum la mia man mancha te stringo gli soi brazi per modo ch’ello conviene perder la spada. E poy de grande feride glie farò derada. Lo scolaro che m'è dredo a questo zogo mostra como la spada del zugadore è in terra posta.

Per la presa del scolaro che denanzi mi à fatta, la spada in terra t’è caduta tu lo poy sentire. Asai feride te posso fare senza mentire.

 

30 VERSO

Questo è’l mezano tor de spada chi lo sa fare. Tal voltar di spada si fa in questo, qual al primo salvo che le prese non sono eguale.

Questo è un altro tor de spada chiamado sottano. Per simile modo se tole questa como fa lo sottano e ‘l soprano zoè cum tale voltar de spada per lo camino de le altre questa vada. Cum la mane dritta cargando inanci una volta tonda cum lo mantenir. E la mane stancha la volta tonda debia seguir.

Uno altro così fatto tor di spada che quando uno è ale strette incrosado lu scolaro de' mettere la sua mane dritta per sotto la sua de si instesso e piglar quella del zugadore quasi al m(e)zo o ben erto e subito lassar la sua andar in tera. E cum la man stancha de’ pigliar sotto lo pomo la spada del zugadore e dargli la volta tonda a man riversa. E subito lo zugadore avarà la sua spada persa.

 

31 RECTO

Questi sono tre compagni che voleno alcider questo magistro che aspetta cum la spada a doy mane. Lo primo di questi tre vole lanzare la sua spada contra lo magistro. Lo segondo vole ferire lo detto magistro d'taglio o de punta. Lo terzo vole lanzare doy lanze ch'ello à aparechiado come qui depento.

Io 'spetto questi tre in tal posta, zoè in dente di zengiaro e in altre guardie poria 'spettare, zoè in posta de donna la senestra, anchora in posta di finestra sinestra, cum quello modo, e deffesa che farò in dente di zenghiaro. Tal modo è tal deffesa le ditte guardie debian fare. Senza paura io 'spetto uno a uno, e non posso fallire nè taglio nè punta nè arma manuale che mi sia lanzada, lo pe' dricto ch'i ò denançi acresco fora de strada, e cum lo pe' stancho passo ala traversa del arma che me incontra rebatendola in parte riversa. E per questo modo fazo mia deffesa, fatta la coverta subito farò l'offesa.

Questo magistro 'spetta questi doi cum le lor lanze, lo primo vol trar cum la punta sopra man, e l'altro vol trare sotto man questo si vede. Lo magistro che aspetta cum lo bastone e cum la daga quando uno di questi gli vol trare cum sua lanza lo magistro piega lo baston inverso parte dritta zoè quasi in tutta porta di ferro voltando la persona non amovendo gli pie' nè lo baston di terra. E rimane lo magistro in guardia. E come uno di questi tra' ello rebatte la sua lanza cum lo bastone e cum la daga s'ello bisogna a man stancha e cum quello rebatter ello passa e fieri. E questa è la sua deffesa come troverete dredo questi doi d'lanze.

Eramo ambidoi disposti d'ferire questo magistro ma segondo lo so ditto non poremo far niente. Salvo se noy no l'inganamo per questo modo zoè noi volteremo gli ferri de le lanze di dredo e traremo cum lo pedale de la lanza. E quando ello rebatterà lo pedale d'la lanza noy volteremo nostre lanze e feriremolo de l'altra parte cum gli ferri d'le lanze. E questo sarà lo suo contrario.

 

31 VERSO

Questo si è lo zogo del magistro che aspetta quelli doe cum doe lanze. Lo magistro à in la mane drita una daga, e in la mancha tene lo bastone   in pe' dritto denanzi de sì. Ello pò fare in questo zogo, et io lo fazo per luy in so scambio. Ma se questo zugadore avesse sapudo ben fare di questa punta de daga se posseva ben schivare. Se ello avesse largado le mane de la lanza, e cum lo avanzo d'la lanza che avanza di dredo avesse coverto sotto la mia daga zoè incrosado, questo non gli saria incontrado. E cum sua lanza mi posseva guastare, si tal contrario m'avesse sapudo fare.

Questo magistro farà deffesa cum questi doi bastoni contra la lanza in questo modo, che quando quello de la lanza gli sarà apresso per trare lo magistro cum la mane dritta tra' lo bastone per la testa di quello de la lanza. E subito cum quello trare va cum l'altro bastone ala coverta de la lanza e cum sua daga gli fieri in lo petto segondo ch'è depento a qui dredo.

Io fazo lo detto del magistro qui denanzi. Si lo contrario avesse sapudo, averissimi fatto impazo per tal modo. Avere levado le mane cum la tua lanza sotto la mia daga, e per tal modo m'aresti possudo guastare, habi questo che non sapesti niente fare.

 

32 RECTO

Questo Magistro cum queste spade significa gli Setti colpi de la spada. E lli quattro animali significa quattro vertù, zoè avisamento, presteza, forteza, et ardimento. E chi vole esser bono in questa arte de queste vertù conven de lor aver parte.

Meglio de mi lovo cervino non vede creatura. E aquello mette sempre a sesto e a misura.

Avisamento.

Io tigro tanto son presto a correr e voltare che la sagitta del cielo non mi poria avanzare.

Presteza.

Più de mi Leone non porta core ardito, però di bataglia fazo a zaschun invito.

Ardimento.

Ellefante son e un castello porto per chargo. E non mi inzinochio nè perdo vargo.

Forteza.

 

"GETTY" Spada a una Mano

"GETTY" Spada in Arme

 

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