I Trattati

Sala d'Arme Achille Marozzo

Istituto per lo Studio della Scherma Antica

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Maestri e Trattati

Achille Marozzo

OPERA NOVA
Libro Primo
OPERA NOVA
Libro Secondo
OPERA NOVA
Libro Terzo
OPERA NOVA
Libro Quarto
OPERA NOVA
Libro Quinto

L'autore del principale trattato di scherma italiana del '500

Achille Marozzo è sicuramente il più famoso trattatista italiano del rinascimento nonché principale riferimento della cosiddetta "Scuola Bolognese" di scherma.
Nacque nel 1484 da Lodovico Marozzo, apparteneva ad una famiglia originaria di S. Giovanni in Persiceto, paese nei pressi di Bologna, la quale ottenne la cittadinanza bolognese nel 1385.
Quando si trasferì a Bologna, prese lezioni dal Maestro Guido Antonio de Luca, dalla cui scuola, come dice lo stesso Marozzo all'inizio del trattato, uscirono più guerrieri che dal cavallo di Troia. Guido Antonio de Luca fu lo stesso Maestro che insegnò scherma anche al famoso condottiero Giovanni dalle Bande Nere e al conte Guido Rangoni, capitano pontificio e famoso duellante del '500.
Maestro Achille Marozzo aprì una scuola di scherma in via Riva di Reno, ove risedette per tutta la vita in una casa presa in enfiteusi dall'Abbazia dei Santi Naborre e Felice.
Nel 1531 aprì un filatoio all'interno della propria casa.
Maestro Achille Marozzo scrisse un trattato di scherma dal titolo "Opera Nova" (titolo completo: "Opera Nova Chiamata Duello, O Vero Fiore dell'Armi de Singulari Abattimenti Offensivi, & Diffensivi") che diede alle stampe nel 1536 a Modena dedicandolo al conte Guido Rangoni.
Ebbe un figlio di nome Sebastiano Marozzo a cui si rivolge nell'introduzione del proprio trattato.
Morì a Bologna nel 1553 ed è sepolto nella cappella dell'attuale ospedale militare di Bologna.

Il trattato del Maestro Achille Marozzo, data l'impostazione moderna e la descrizione particolareggiata delle tecniche schermistiche, è stato ristampato numerose volte nel corso del XVI secolo ed è diventato il simbolo della Scuola Italiana del primo Cinquecento. L'edizione più famosa rimane comunque la prima di Modena del 1536. Si conoscono le ristampe del 1546 (Bologna), 1550 (Venezia), 1568 (Venezia) e 1615 (Verona). Nelle edizioni postume del 1568 (a cura di Antonio Pinargenti) e del 1615 (probabilmente a cura del figlio Sebastiano), oltre ad un adeguamento della scrittura e un ritocco alla struttura dei capitoli, furono sostituite le serigrafie originali con delle nuove figure ad opera di Giovanni Battista Fontana. All'interno del trattato vengono ricordati due allievi del Maestro: Giambattista Letti (Giovanni Battista da i Letti), citato a pag. 126 (cap. 273) e a pag. 148 a proposito dell'ultima presa di daga; Giacomo Crafter, d'Agusta, citato a pag. 126 (cap. 273).

Tutte le tecniche insegnate da Marozzo sono notevolmente raffinate e precise, le difese e le risposte puntuali e immediate, gli attacchi prudenti e ben calcolati, tenendo sempre presente che lo scopo principale dell'azione non è ferire l'avversario ma uscirne indenni.
Il gioco di gambe è spesso laterale o circolare, ben diverso da quello della scherma attuale, e adatto soprattutto al combattimento con un'arma in ogni mano.
Le basi delle tecniche sono sia la "parata e risposta" e il "mezzo tempo" sia il "tempo insieme", che consiste nell'attaccare l'avversario con la spada nello stesso momento in cui si para il suo colpo con lo scudo, il pugnale o la cappa.
Nell'attaccare, e questa è la maggior raffinatezza di questo gioco, si presuppone sempre che l'avversario reagisca al meglio, parando e rispondendo subito, e l' attacco prevede sempre come sfuggire alla risposta dell'avversario e sfruttarla per ferirlo.

Struttura del trattato 

La struttura del trattato di Marozzo è la seguente:

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